… pietà e paura, due facce della stessa moneta, rappresentano lo slancio altruistico e la chiusura egoistica di un uomo che prende coscienza, grazie allo stupore originario (la meraviglia), della precarietà della propria condizione particolare, esposta ai venti imprevedibili della fortuna, vedendola riflessa nella sciagura dell’eroe tragico sulla scena.
E viene allora in mente la Zattera della Medusa del pittore francese Théodore Géricault, terribile e insieme sublime rappresentazione di questa precarietà: l’uomo, parafrasando ciò che Manlio Sgalambro diceva della Sicilia, inteso come «entità talattica che si sorregge sui flutti, sull’instabile. Per ogni uomo vale la metafora della nave; vi incombe il naufragio»
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