Un’escursione autunnale, un rifugio alpino, una tormenta improvvisa, due comitive e un cane. Segreti, sospetti, sensi di colpa e tradimenti. E un sasso, una macchia rossa di sangue sulla neve, gli occhi di vetro di un cadavere in un laghetto fra le cime della Leventina.
Un omicidio inspiegabile a cui Athos, metodico custode del rifugio e amante della natura più che delle persone, è chiamato a dare una soluzione con la forza della deduzione, calandosi suo malgrado nel ruolo di investigatore.
Isolato dal resto del mondo dal continuo cadere della neve, in un crescendo di tensione e paura, Athos trova l’unico aiuto in Meral, affascinante e concreta ragazza turca, grazie alla quale riscopre nuovi sentimenti e motivazioni. Sullo sfondo di intrighi professionali e incomprensioni familiari, arrivismo e speculazione, bugie e incomprensioni, ferite improvvisamente riaperte e rivelazioni inattese, Athos si ritrova a sbrogliare una misteriosa matassa che dalle colline della bella e cinica borghesia zurighese muove verso gli altipiani dell’Ecuador, dove lo sfruttamento petrolifero divora la terra degli indigeni. Per finire ai 2745 metri di un rifugio solo in apparenza lontano da ogni cosa e dove la verità si rivela in tutta la sua sconvolgente semplicità.
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