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Giù le mani dalle Officine

Pagine : 176


Fotografie: 110


Formato: 19×25.3 cm


Lingua: Italiano


ISBN: 978 88 7967 169 9


PDF: Flyer di presentazione

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Informazioni autore

Nel marzo e aprile del 2008 il cuore del Ticino e della Mesolcina ha pulsato in Pittureria. Centinaia di operai sfidavano lo staff manageriale di un colosso elvetico. Era giusto porre in dubbio una linea economica, era vero che i calcoli non indicavano la realtà, era possibile offrirsi uno sbocco diverso? Lo sciopero ci ha posto interrogativi, ci ha creato tensioni nell’oscillare delle notizie, ci ha uniti e mobilitati. Soprattutto ha obbligato gli altri a guardarci. Molti di noi si sono a momenti scoperti diversi, più aperti verso forme d’azione che consideravano inutili, superate e persino illegali oppure più disponibili verso manifestazioni identitarie al limite dello sciovinismo. Quanto ci ha fatto bene questo sciopero pieno di dignità. È stato un perno che ha iniziato a cambiare il futuro del sindacato, ma le autorità, la Chiesa non sono rimaste immuni. Tutti loro e tutti noi dobbiamo dare corpo alla frase del leader riconosciuto del movimento, Gianni Frizzo: «Il nostro valore non sono i capitali, sono le persone». Il libro è stato costruito su questi aspetti. Inizia ricordando l’importanza dell’azienda nel tessuto economico regionale, il legame che in oltre un secolo si è costruito tra la popolazione e la «sua» Officina. Ricostruisce poi i motivi che portano alla crisi, dandone già una prima interpretazione. Molto spazio è lasciato alla cronaca, alle persone, allo sciopero vissuto giorno per giorno. Seguono tre interventi di approfondimento legati all’aspetto economico, alle prese di posizione politiche e istituzionali e ai simboli, vecchi e nuovi, che la fervida mente di operai e sostenitori hanno creato; chi ha dimenticato il simpatico trenino che sbanda, le tute appese in Pittureria, il «Giù le mani dai nostri papà» che dava la vera profondità della decisione di licenziare, di spostare il lavoro. Alla fine parlano loro, i protagonisti, vivaci, spontanei, seri e preparati, realisti ma anche pronti a nuovi slanci.