Il vocabolario del Cammino di Santiago non è né un resoconto giornaliero né una guida, come praticamente tutti i libri editi sul tema, ma una raccolta in ordine alfabetico di definizioni, scenette e pensieri che sono corti, variati e facilmente leggibili. Si passa dal bucato quotidiano, al significato del cammino, alle specialità regionali incontrate, alla paura dei cani, agli incontri fatti, ai sandali, in un arcobaleno variato, divertente, sincero e leggero. Sembra di ascoltare il chiacchiericcio dei pellegrini, di osservarli quando si arrabbiano o si perdono, di fare parte del loro quotidiano.
Nel Medioevo, quando è nato il Cammino di Santiago, si partiva da casa: non c’erano altre possibilità. Ci si avviava verso il monastero più vicino o la prossima grande città. Si continuava verso santuari e reliquie, nella vaga direzione di Santiago fino a raggiungere una delle grandi vie.
“Il mio Cammino è iniziato a Costanza, scendendo verso il lago di Zurigo ed Einsiedeln dove ho ricevuto la benedizione e sono partita ufficialmente. Da lì ho proseguito via Interlaken, Friburgo, Losanna e Ginevra. Discesa del Rodano e attraversata del massiccio centrale verso Le Puy e poi seguendo la via “Podiensis” fino a Saint Jean Pied de Port. Da qui si scavalcano i Pirenei e si segue il Cammino francese fino a Santiago. Per gli insaziabili, si continua fino a Finisterre. In tutto più di 2’700 chilometri, 5 milioni di passi, una tratta talmente lunga che si può disegnare su un mappamondo!”
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